GIUSEPPE MEAZZA
Il più grande calciatore italiano di tutti i tempi. Era nato soltanto per giocare al calcio, non fece mai altro nella sua vita, toccò tutti i traguardi più prestigiosi cui un calciatore possa aspirare, entusiasmò le folle di tutto il mondo, umiliò tutti i difensori più celebri di un’epoca d’oro del calcio, beffò tutti i più grandi portieri, tranne uno. La sua bestia nera, il suo incubo, il fantasma delle sue rare notti insonni: Ricardo Zamora, il mitico campione spagnolo.
Al quale Peppino Meazza segnò soltanto un gol, in un incontro amichevole, mai in partite ufficiali.
La sua storia è semplice ed emblematica. Scoperto per caso da un osservatore dell’Inter mentre prendeva a calci una palla di stracci in una strada della periferia milanese, dove era nato nel 1910, Meazza debutta in serie A che non ha ancora compiuto diciannove anni. A venti è già in Nazionale.
Fu Meazza ad espugnare con tre gol su cinque, per la prima volta, il campo dell’Ungheria a Budapest. Fu Meazza a far tremare la superba Inghilterra nella leggendaria battaglia di Highbury. Fu Meazza, nel ’34, a reggere i fili della stupenda manovra dell’Italia vittoriosa nel secondo campionato del mondo, fu Meazza a segnare la rete decisiva nella partita-bis contro i terribili spagnoli, dopo che il primo scontro si era chiuso sull’uno a uno per le incredibili parate di Ricardo Zamora.
Fuori dal campo, Meazza era un bon-vivant, gran giocatore d’azzardo, gran tombeur-de-femmes, perfetto ballerino di tango, testa sempre lucida di brillantina, gardenia bianca all’occhiello di impeccabili completi blu gessati, idolo della Milano bene, capace di coricarsi all’alba della domenica, di dormire un paio d’ore e di segnare poi due o tre gol, beffando le più arcigne difese avversarie. Vittorio Pozzo, implacabile custode della vita privata dei suoi azzurri, rigido moralista, gli perdonava molto. Perché sapeva che giocatori come Meazza ne nasce uno ogni dieci generazioni e lui aveva la fortuna di farlo giocare nella sua Nazionale. Che molto per i meriti di Peppino Meazza, fu due volte campione del mondo